Mi trovo davanti a un mariuolo che getta un’ombra su tutta l’immagine del partito..’. Era il marzo del 1992 e Bettino Craxi battezzava come episodico il ladrocinio del presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano, Mario Chiesa, personaggio PSI.

‘Non giudico il paese per due corrotti’. È il novembre 2025 e il ministro della difesa Guido Crosetto in sostanza inquadra come fatti isolati gli episodi corruttivi in Ucraina.

Craxi difendeva una posizione ancora non disvelata nei suoi reali contorni di corruzione universale del sistema.

Crosetto commenta erroneamente una situazione endemica e notoria. Posizione che appare indifendibile, gravida anche di insensibilità etica, nella sua perpetuazione in una fase di guerra, morte, tragedie, stenti.

L’Ucraina è un paese corrotto fino al midollo.

Nella classifica della corruzione delle nazioni è impantanata da sempre nelle posizioni più alte di demerito inframmischiata con paesi africani centro e sudamericani, orientali .Il peggio del peggio.

La stella politica di Zelensky brilla grazie alla sua partecipazione a un programma tv di genere comico dove impersonava un professore che combatteva la corruzione dilagante e diveniva presidente. Fondato un partito chiamato come il titolo della serie tv diventò presidente per davvero.

Invece di far ridere ha dovuto capeggiare un popolo in guerra e invece di combattere la corruzione si è trovato nello sterco del ladrocinio ancorchè riversato in un water d’oro massiccio.

Non si sa se rubi. È più plausibile che lasci rubare per negligenza, necessità di sopravvivenza o chissà per quale motivo.

Gli aiuti e le armi ricevute dal paese in guerra fermano il loro viaggio assai prima che nelle mani dei soldati al fronte. Riempiono le tasche dei profittatori. Salvo forse una parte utile per salvare la faccia.

Risorse in ausilio invocate come indispensabili dall’instancabile Vladimiro e depredate come i camion di aiuti che entrano a Gaza.

I forzieri degli oligarchi si riempiono, i fondi di investimento ingrassano, i conti criptati lo stesso, gli immobili con teste di legno come proprietari si moltiplicano.

I sussidi dell’Occidente hanno quasi sempre sostenuto regimi corrotti poi repentinamente e rovinosamente crollati. Con massacri massicci di quanti erano stati illusi dalle promesse e dalle luci abbaglianti dei benefattori, poi abbandonati alla vendetta dei nemici. Il pensiero corre al Vietnam del Sud e al più recente Afghanistan.

Con un coraggio che sfiora l’improntidudine Zelensky continua con successo il suo questuare fra le capitali occidentali.

In Italia il Consiglio Supremo di Difesa presieduto da Mattarella ha ribadito sostegno totale all’Ucraina e una spesa in armamenti di alcuni miliardi di euro.

Molti ritengono e molti altri si stanno convincendo che il miglior aiuto all’Ucraina sarebbe non alimentare una guerra che da regionale si è trasfomata in conflitto mondiale in fieri e pretenderne la fine.

Ma le strategie sono chiare e non revocabili nonostante  i ladrocini, pochi o tanti che siano.

La volontà Usa ha pianificato l’utilizzo delle risorse dei paesi europei per la riduzione delle ambizioni di ricostituzione della Grande Madre Russia, storica aspirazione  delle culture di quei popoli.

La guerra in Ucraina  è diventata l’occasione per valorizzare  la NATO e il suo comando americano, avanzando fino ai confini della Federazione Russa con il piazzamento di uomini e missili.

Per qualcuno quest’obbiettivo vale pur qualche ladrocinio e morti a profusione. A questo si aggiunge un ulteriore impoverimento delle colonie europee, un rinsaldo delle risorse delle fabbriche americane di armi, uno smisurato quantitativo di futures emettibili, un balzo in avanti di ‘ First America ‘ a spese  altrui.

Mentre nel disinteresse generale Iveco lascia l’Italia per l’India, potenza nucleare Brics+, il dissesto idrogeologico ci sommerge nel fango e nell’inattività.

Si trascura la prima emergenza nazionale ma dai massimi livelli si assicura e si garantisce la spesa di alcuni miliardi in armamenti.

Cosicchè ove  la Federazione Russa non sopportasse ulteriormente l’ostilità fatta di dichiarazioni, sanzioni, aiuti al nemico sul campo e  dovesse attaccare il paese, potremmo prevedere che saremmo annientati in 15 minuti anzichè in 10.

Nessuno che prenda atto della follia in essere, nè che imponga la fine del conflitto fra russi del nord e quelli del sud, che faccia cessare i water d’oro a nostre spese, gli sprechi,  i morti, la fine progressiva di un paese dal quale sono già fuggiti 12 milioni di persone e che registra almeno un milione di vittime fra morti e feriti.