Dei tre poteri dello stato ,due ,legislativo e esecutivo risentono della crisi della democrazia liberale e delle patologie degli strumenti di partecipazione e di rappresentanza .
Il giudiziario che svolge una funzione di garanzia ,non è in condizioni migliori .
Il suo degrado non conosce soste.
Persino Mattarella ha usato in proposito toni inconsueti.
L’ordine giudiziario dovrebbe assicurare giustizia per tutti ,amministrata da magistrati indipendenti,integri sia nell’esercizio delle funzioni sia nella onorabilità sociale.Figure scevre per natura dai pantani di picche e ripicche ,interessi personali,invidie,parzialità,esenti da pressioni.
Le prove quotidiane parlano di una realtà rovescia( salvo le eccezioni individuali).
Non è il libro di Palamara che svela come funzioni il Sistema. Chi ha vissuto per anni nella cittadella del potere romano ha visto con i propri occhi il mercimonio quotidiano , i questuanti e i questuati , gli arrabattatori e gli arrabattati.
Nella magistratura è invalso un metodo tipico della partitocrazia : le correnti , il loro potere , le spartizioni da Manuale Cencelli, i padrini .
Presupposto di una gestione densa di ingiustizie e pressioni sulle inchieste , sulle carriere , sulle sentenze.
È il Sistema e il Sistema ha la culla e il brodo di cultura nel Consiglio Superiore della Magistratura ,l’organo costituzionale di autogoverno dei magistrati e nell’ANM che seleziona i candidati.
L’ANM ( associazione nazionale magistrati) è pedestremente il sindacato di categoria dei magistrati , cioe’ la CGIL-CISL-UIL dei giudici.Sindacato che tutela – come da Statuto-gli interessi dei magistrati .
Nell’ANM ci si divide non per diversità di visione sulla giustizia o sui
programmi per il suo funzionamento.Ci si divide su base politica.Meglio, partitica.Meglio ancora correntizia.I responsabili delle correnti in rapporti con partiti e capibastone , parlamentari ‘ di riferimento’,media compiacenti ,in un dedalo di piani , di congiure , di imboscate , di mercato di cariche e di incarichi .
É indifferibile porre un freno alla deriva degenerativa e ridurre le occasioni di male fare alla casta più potente del paese.
Qualcuno timidamente propone un espediente che potrebbe quantomeno affievolire gli echi del caos giustizia.
Si tratta dell’acquisizione dei posti in Csm ” per sorteggio ” o meglio la creazione di rose di eligendi affidati al caso e non alle male pratiche dentro all’ANM.
Passettino da niente ,ma qualcosa sarebbe.Il ministro Cartabia prima assentisce poi si rattrappisce e se ne esce coi profili di incostituzionalità della soluzione .Si schiera cioè sulle tesi dell’ANM, che naturalmente si oppone a ogni cambiamento.
La prof.ssa Cartabia dovrebbe ricordare che il vulnus davvero incostituzionale è un CSM che sgoverna una magistratura che ha perduto la bussola.
Il ministro Cartabia si conferma -purtroppo-come il prodotto di una classe dirigente proveniente dal ceppo comune chiesastico , incline alle soluzioni di compromesso,abile nel proporsi ,legata a riti e catene di comando che già imperversano in questo paese.
Affabulatrice di micro provvedimenti che la vulgata postdemocratica chiama strumentalmente ‘riforme’ si colloca in prima fila nel gotha dei continuatori del potere della casta dei magistrati.
Quasi peggio del suo modestissimo predecessore che gratificava l’ANM di riconoscimenti istituzionali anche tecnicamente fuori da ogni buona regola ma con la scusante dell’incultura da cui proviene.
Cartabia ,punta di diamante della cultura non soltanto di governo che oggi occupa l’attico del paese , aggiunge un altro elemento che disegna una fisionomia istituzionale per nulla incoraggiante sicuramente più incline allo studio che non alla scena politica e istituzionale

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