Quanto sta avvenendo nel panorama di governo è l’applicazione di quello che si è preconizzato da tempo.Il fulcro del ragionamento è che c’è nel mondo un cambiamento che va sotto il nome generico di ‘globalismo’che nella realtà segna il passaggio dal capitalismo di produzione-lavoro a quello di speculazione.Il liberalismo tradizionale sta lasciando il posto a quello finanziario, secondo uno schema già impostato a fine anni 60 del secolo scorso in USA da Rockefeller e c.

Mentre nei paesi meno sviluppati il fenomeno viene gestito nelle maniere più varie,per lo più terrificanti ,nell’occidente risulta più complesso normalizzare la situazione .

Si è intervenuti in vari modi :dal paradigma greco,alla scelta di uomini di governo provenienti da banche e finanza,alla creazione dell’Unione Europea , abilmente comunicata come ‘Europa’.

Si sono omologate le situazioni,  tolte prerogative e diritti ,creato ostacoli a sviluppi differenziati e originali ,senza dare in cambio una politica omogenea e rispondente a necessità comuni.

Gli ordinamenti più refrattari a questa percorso si sono rivelati quello britannico che è uscito dal club,qualche stato nordeuropeo che mai vi si iscrisse e 

l’Europa mediterranea. La più resistente nei fatti all’ omologazione è stata l’Italia.Non si rifarà il percorso delle terapie messe in campo ,dallo screditamento della classe politica,all’appoggio di fatto a partiti e movimenti sedicenti populisti e sovranisti,alle crisi politiche ripetute con l’appoggio e il conforto ( casuale?) di settori della magistratura.

Dalle pressioni  sullo spread, ai governi finanziaristi, agli interventi pesanti sui politici del momento e così via fino al piano di ripresa e resilienza.

Poichè della questione-Italia non si veniva  a capo è sceso in campo uno dei boss  mondiali,che ha messo tutti in fila ,forte di sè ,della sua autorità ,degli appoggi influenti nel sacro e nel profano.

Lo storytelling è che è lì per salvare l’Italia ,per darle il denaro per la ripresa e così via.

Una sparuta minoranza sostiene che Draghi  è un nemico dell’Italia e svolge con bravura il suo compito che facilita l’ingresso della testa nel cappio per poi tirare agevolmente la fune.

Certo l’incapacità dei predecessori ( frutto peraltro delle manovre finanziariste) offre stoffa per far dire ‘meglio lui che questa manica di incompetenti.’

La realtà non cambia :l’euro è stato dichiarato ‘irreversibile'(cosa ben diversa dall’accettarlo fino a tempi  migliori),l’Unione Europea è per tutti sinonimo di Europa unita,le cessioni di sovranità sono considerate il massimo del processo democratico,il risparmio è punito con provvedimenti bancari,la gestione pandemica a stop ‘n go sta dissanguando ceto medio e lavoro autonomo.

C’è un incremento di ricchezza in pochissime mani,il lavoro si volatilizza e cresceranno gli assistiti .

Si promette che coi soldi dell’Unione si risolverà la situazione.Ma poi si confessa che la green economy sarà un disastro per l’Italia, che la resilienza è una parola senza significato, che già si sono sprecati centinaia di milioni di euro sull’edilizia pubblica ,che dal 2023 bisognerà fare i conti col debito , che bene andando con il recovery aumenterà’ il Pil soltanto nel 2026 e del 1,2%,che la ripresa -ove si sta verificando-è a danno della piccola impresa e a favore di  finanza e grandi concentrazioni.

Sicuro di sè,senza pudore alcuno,con la protervia di un dittatore delle menti e dei cuori , costui senza più faccia richiama la Fornero a Palazzo Chigi.

Dove sono i comandanti,i capitani , gli uno vale uno ?

Oggi sono attovagliati  con la Fornero  al gran resort Draghi. 

Questa è la postdemocrazia,bellezza.

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