Coronavirus

1)D: Cosa si aspetterebbe ora?
R Sen Salvini’ Che si stampasse moneta….”(corsera 29/3/20)

Quando si dice ‘stampare moneta’ si compie errore di valutazione incomprensibile. L’euro e’ l’unica moneta al mondo che fonda il suo valore sull’andamento dell’economia. Novita’ assoluta , sbandierata come l’intuizione del secolo , capace di sbaragliare dollaro e yen .Il concetto basico e’ che l’economia europea non avrebbe potuto essere che sempre in crescita ,sotto il versante del PIL. La moneta, fondata sui concetti dell’economia dinamica e globalizzata avrebbe sconfitto le altre divise ( e le rispettive economie) che si muovevano secondo i principi tradizionali della riserva e delle flessibilita’ di emissione e della visione introflessa degli andamenti economici e monetari. Le cose , abbiamo visto non sono andate cosi’ e‘ stampare moneta ‘oggi ,con l’economia a picco ,mentre puo’ significare ossigeno per le monete e le economie ‘ introflesse e tradizionali’ significherebbe invece per l’euro imprimere un’accelerazione non controllabile all’inflazione.
Stampare poi una moneta parallela (il sen Salvini non l’ha certo detto) sarebbe mortale: come il rapporto lira/amlira nel dopoguerra

2.D:Fare cosa?
R sen Salvini :’per esempio cio’ che oggi non si puo’fare.E cioe’un’emissione di titoli italiani con un tasso di vantaggio. Oggi, l’UE non lo permette’(29/3/20 Corsera)

Mi dispiace non e’ cosi’.
Sarebbe sufficiente ricordare la sospensione del famigerato “Patto di Stabilita’”. Ma anche con la vigenza del capestro europeo ,il problema andrebbe osservato sotto il profilo di chi compra non di chi vende . Possiamo emettere titoli e destinarli al mercato interno,direttamente o attuando la rapidissima riforma della banca universale. Questo non violerebbe comunque le regole europee.Mercato interno che presenta la prima ricchezza privata del mondo con un odierna capacita’ di impiego finanziario stimata in circa 3000 miliardi di Eu (ne servirebbero sicuramente meno di 300;considerando poi il moltiplicatore degli investimenti, meno ancora )
Ci sarebbero comunque ben altre possibilita’ :emettere obbligazioni, titoli di debito delle amministrazioni, sottoscrizioni popolari ,frazionare il debito nelle forme di natura privatistica. Mille modi. Ma bisognerebbe studiarli ……
Esiste poi ‘lo stato di necessita’, ablativo di ogni vincolo, che potrebbe essere sostenuto in ogni sede.
Non c’e’necessita’ di guerre frontali o di atteggiamenti rinunciatari. Ma di competenza e decisione .

3.D. E dunque?
R sen Salvini ‘ Dopo l’epidemia …l’Italia avra’ bisogno di una ricostruzione senza precedenti Come in ogni dopoguerra…” ( 29/3/20 Corsera)

Non ci sara’ nessun ‘dopoguerra ‘. Suggerirei di lasciar dire questa sciocchezza a Draghi e ai seminatori di terrore a pro dei finanziaristi.Nei dopoguerra ci sono problemi diversi , fra i quali
1)ricostruzione anche strutturale 2)inflazione 3)riconversione civile della produzione e dei servizi 4)riassorbimento al lavoro degli ex combattenti 5)ripresa economica.Il dopo epidemia ha di fronte soltanto l’ultimo .Cioe’ necessita di liquidita’ per la ripresa produttiva e dei consumi.
Non necessita di interventi gestiti o diretti dello Stato ,fuori dai consueti di natura assistenziale e integrativa,ma dell’abolizione temporanea delle imposte a persone e imprese per allargare le possibilita’ di impiego dei privati e ricreare il dinamismo di produzione e consumo.Il minor gettito sarebbe compensato con le emissioni in varie forme del debito.

Dispiace ma il conquibus e’ sempre il solito :approssimazione ,frasi ad effetto nessuna concreta politica di governo….Cosi’ non si
va lontano mentre Mangiafoco Draghi gia’ attizza le fiamme.