Il ministro dichiara ‘Il Mes (meccanismo europeo salva stati N.d.R.) sarà votato dall’Italia ma non sarà usato.’
Questa singolare posizione è conseguente anche a quella dei 5 stelle: ‘Siamo contrari, non lo useremo, ma lo voteremo per salvare il governo”. Il Mes travalica le contingenze delle schermaglie della politica. È un passaggio di peso nel processo di cessione di sovranità degli stati all’Ue e di sottomissione degli stati e dell’Ue al sistema bancario. Obbiettivo dei Trattati Mes è “rafforzare l’euro e tutto il sistema bancario” è rafforzare il settore bancario europeo e renderlo più robusto contro gli attacchi degli speculatori”. È avventuroso definire i trattati Mes ” salva stati”. La rete di sicurezza non è per gli stati ma per il sistema bancario al quale si crea “il paracadute finale”. Si legge “Le nazioni in zona euro dovranno lavorare riducendo i rischi nei bilanci delle banche.” C’è l’esplicitazione dell’inversione dei ruoli. Non sono le banche al servizio della comunità e delle istituzioni che le rappresentano, ma queste devono operare per “salvare i bilanci delle banche”. Si consolida la filosofia già emersa con il ‘bail in ‘, dove si consacrò il sacrificio degli interessi dei depositanti, nei confronti degli interessi dell’istituto depositario e del sistema bancario. È l’inversione nella gerarchia degli interessi primari, ove alla cuspide c’è il sistema bancario e sottordinati ad esso gli stati, gli operatori economici, i cittadini. Il Mes ridefinisce anche le posizioni degli stati membri. Ove intervengano “choc avversi” a Stati in zona euro, la linea di credito Mes sarà riservata soltanto a quelli con ” fondamentali economici solidi”, ” situazione finanziaria e economica robusta”, debito pubblico “sostenibile”. Cioè Germania, forse Francia e poco di più’. Per tutti gli altri, Italia compresa, potranno essere concesse linee di credito a condizioni ‘stringenti e tassative’: sottoscrizione di un’memorandum d’intesa ‘, con cui lo Stato che necessita del sostegno, rinuncia a una serie di prerogative e a un’altra fetta di sovranità’. Il memorandum prevede che lo stato si vincoli senza possibilità di deroga alle condizioni imposte e si sottoponga a una sorveglianza ” stringente “da parte della Commissione Europea, che si sostituisce a governo, parlamento e ogni altra istituzione. Questo in sintesi il Mes. Strumento penalizzante per l’Italia e funzionale ad un’integrazione europea coatta. Il ‘si vota ma non si usa ‘ non solo evoca l’ipocrisia di chi giustificò’ assenso alle leggi razziali (” pensavo che non sarebbero mai state applicate”), ma è falso. Si dovrebbe dire ‘Si vota, ma non ce lo lasceranno usare”. L’Italia si pone fra i paesi di seconda fascia, prossimi alla cessione di ogni facoltà e di ogni esercizio di sovranità’. Si è inoltre accettato la predominanza del sistema bancario su quello statuale e il rafforzamento dei vincoli che provocano cessione di sovranità e autonomia decisionale. Cosa ben vista dalla pletora di aggregati di casa nostra all’Unione Europea e al progetto finanziari sta, ma che meriterebbe miglior contrasto. Si naviga nel marasma dove ignoranza, situazionismo, interessi particolari governano questioni d’interesse nazionale. Nel mentre un’informazione che non fa onore a sé stessa avalla singolari punti di vista nella convinzione che sulle questioni europee i cittadini non si raccapezzino più di tanto e tutto o quasi possa transitare senza ostacoli e interdizioni.

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