Mario Draghi è un personaggio intelligentissimo potentissimo e senza scrupoli. Gli scrupoli sono fuori dal perimetro di uomini di tal fatta e la loro assenza consente a costoro di farne di ogni e senza remore a favore degli interessi rappresentati.

Questi uomini si sono calibrati al ruolo nel tono della voce, nel linguaggio, nella facies,  nelle caratteristiche comportamentali.

Ogni  banalità apparirà come geniale ragionamento,  ogni batter di ciglia una pensosa valutazione,  ogni menzogna una verita’.

Allo scopo di mantenere le distanze e affermare la loro superiorità fanno sfoggio della lingua inglese  e il linguaggio  della  materia preferita ( economia e finanza) è infarcito  di anglicismi che fanno cool e soprattutto la differenza.

E’ il gioco dei potenti da quando mondo e’ mondo.

A questo bagaglio comune alla categoria,  ‘il vile affarista ‘ ( copyright Cossiga) aggiunge tocchi personali di rara abilità, dovuti anche alla sua formazione deep in the soul, per usare un’idioma a lui caro.

Nulla di più gesuitico e laico insieme,  che proporre una verità apparente e nel contempo confezionare una  menzogna. Dichiara  il bene e predispone  il male.

Questo  ha fatto  a proposito di case,  catasto, tasse.

Costui ha dichiarato che il suo governo ‘non aumenterà le tasse sulla casa, ma rideterminerà le rendite catastali. ‘

Ha detto il vero.

Non foss’altro perche’ i tempi escludono oggettivamente quest’evenienza.

Per stilare i decreti delegati Draghi e c si sono riservati un anno e mezzo,  per rifare il Catasto ce ne vorranno 3 o 4 e loro stessi parlano del 2026.

Ma alla pentola manca il coperchio.

Non è soltanto  il titolo del provvedimento-‘delega fiscale’ e non ‘riordino fondiario’-che dimostra che la rivisitazione del Catasto non è per ‘mettere ordine e per una questione di trasparenza” come dice Draghi.

È una banalita’,  ma si deve pur  ricordare  che la tassa sulla casa, le tasse di registro sugli atti, le valutazioni di bilancio delle societá, l’ISEE, tutto il meccanismo impositivo ( oltre talvolta anche i tributi locali) è fondato sul principio di rendita catastale.

Mettendo le mani sul Catasto si mette le mani su tutti questi tributi. È automatico. Che automaticamente e inevitabilmente aumenteranno.

Formalmente è vero che Mario Draghi e il suo governo non aumenteranno le tasse sulla casa o che dipendono dalle rendite della casa.  Lui si è limitato a mettere in produzione l’esplosivo,  lo fa  confezionare, fabbrica la bomba,  si obbliga legando il paese alla truffa dei contributi europei a  far azionare l’ordigno.

Sarà sicuramente un altro governo a fare bum ma sarà un atto dovuto e reso possibile e ineludibile da Draghi e le sue scelte: ha legato le mani a chi verrà e ha messo a disposizione la bomba.

Il perché è semplice, la postdemocrazia finanziaria vuole moneta in circolo, capitali dinamici, utilizzabili per le speculazioni.

Il risparmio nazionale immobilizzato in immobili è per questa visione economica il peggio del peggio. Scoraggiare l’incomprimibile desiderio della casa,  pezzo basico della cultura nazionale è un target del finanziarismo.

Chiudere la via al comparto dell’edilizia e’ dare un colpo mortale a micro imprese e artigiani,  professionisti che mandano avanti un settore vivace ma segmentato e inaggredibile dalle grandi concentrazioni.

Tutto funzionale, semplice nella sua lettura

I media lo sanno e non lo dicono. L’opposizione si oppone ma non ha capito nè spiega perchè.

Salvini che dice che ‘se Draghi glielo scrive ‘lui ci crede, perche’ di Draghi si fida, continua la sua discesa agli Inferi.

I cittadini o non hanno capito o in questo scenario da paura non sanno a che santo votarsi.

E infatti non votano più.

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