Nonostante l’evidenza i cittadini sembrano ignari dell’incompetenza, degli oscuri interessi, delle trasversalità perniciose che stanno costellando il cammino della pandemia.

Siamo di fronte a un dramma per adesso costato 110.000 morti in un anno. Nel rapporto numeri/tempo, il doppio delle vittime civili dei bombardamenti alleati,20 volte in più’ dei martiri dei nazisti e 4 volte in più dei soldati morti in guerra.

Con le sue decisioni, l’uomo della finanza mondiale, venuto per normalizzare l’Italia, sembra indicare che va bene così. Il paese sta affondando meglio del previsto, gli italiani sono quasi domati. Chiusi in casa, impoveriti, depressi, senza un futuro da costruirsi, incapaci di reagire, in attesa di elemosine e sussidi, con morti da piangere in famiglia e nei pressi.

L’inettitudine di Conte e l’opaca attività del precedente commissario, lasciavano margini alla speranza nel cambiamento. Che non c’è stato: siamo rimasti prigionieri, mentre la gente continuava ad accalcarsi nei bus e nei metrò, con Draghi che non cambiava di una virgola scelte nefaste. Anzi le confermava e, se possibile, le peggiorava.

Lo stesso Draghi si rendeva complice di fatto del boicottaggio di Big Pharma ai vaccini che non fossero sotto la sua influenza. Con il balletto AstraZeneca appoggiava la politica dell’UE, nel migliore dei casi incompetente, nel peggiore, organica a tutto l’ambaradan.

Da affabulatore di stampo gesuitico fece ‘ammuina’ con le telefonate sdegnate alla Von der Lyen, in realtà escludeva accordi per lo Sputnik o con la Cina o con qualsivoglia altro vaccino. Lasciava gli italiani in balìa del morbo e il mercato in mano ai suoi danti causa d’oltreoceano.

Prendeva di mira le regioni che cercavano (spesso malamente) di rimediare alla latitanza dello stato e alle mancanze europee. Otteneva così di sghimbescio un altro risultato della postdemocrazia, il riaccentramento dei poteri e l’indebolimento delle autonomie, presidio contro il globalismo postdemocratico.

Taceva sulle minacce di penalizzazione delle banche al risparmio privato non investito, senza indurre gli italiani alla miglior soluzione, investire nel debito pubblico nazionale.

Insisteva invece per strozzarci ancora di più con gli Eurobond. Incredibile.

Definiscono il quadro l’incentivazione all’indebitamento per spese inutili se non dannose, come elemosine, sussidi, investire in resilienza (?), parità di genere e economia cosiddetta verde. Quando saremo indebitati fino agli occhi e verrà l’ora di pagare, il piano postdemocratico di Draghi e c. dispiegherà i suoi effetti. La Grecia sembrerà l’eden e la rovina sarà addebitata agli italiani brutta gente.

Le vittime, certo non incolpevoli, saranno additate come i boia, secondo un refrain collaudato.

Fra migliaia di morti in più, effetti collaterali del piano postdemocratico, i padroni del vapore ottengono ciò che vogliono e le apparenti opposizioni, o al governo o fuori, fanno la loro parte o di complici o di utili idioti.

Amplia lo scenario il ministro di giustizia, che invece di intervenire sulla crisi del suo settore, pubblicizza l’idea di una Procura europea, superiore a quelle statali, per tutelare, indovinate un po’,” gli interessi ” proprio così “gli interessi” dell’Unione Europea.

In altri tempi ce ne sarebbe stato di che per dare fuoco all’universo mondo. Oggi aspettiamo che diano fuoco a noi. Ma con spirito europeo.

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