Giulio Tremonti, raffinato nel pensiero, disastroso nell’azione, l’aveva detto in chiaro e sin da subito”Il PNRR mette il paese in modo irreversibile nelle mani dell’UE e raggiunge lo scopo di quella ulteriore e definitiva sottrazione di sovranita’, che ci renderà COLONIA “.

Era contrario a accettare il PNRR che secondo lui corrisponde alla certificazione della fine dell’indipendenza nazionale.

I cittadini non se ne sono ancora accorti, ma i ‘patrioti’al governo hanno sigillato la fine della patria e ricondotto l’Italia a ‘espressione geografica’, colonia postdemocratica dell’impero globale.

E non è purtroppo un’esagerazione.

Giulio Tremonti aggiungeva ‘I contributi sono condizionati alla presenza di riforme di stile europeo. Sia sulle riforme che sugli investimenti, il controllo prenderà la forma del condizionamento. Constateremo quanto sarà duro dipendere dalle condizioni europee. ‘

Si potrebbe disquisire a lungo sul danno all’interesse nazionale che si sta facendo con la contrazione di un debito enorme, pari a circa 10 volte il fatturato nazionale annuo, per fare cose care all’UE ma in grandissima parte non indispensabili per la nazione.

Valga solo dire che già questa scelta pone chi la fece e chi la sostiene nella posizione di operare per gli altri  e contro l’interesse nazionale. Senza mezzi termini. E senza mezzi termini ci saremmo aspettati da un governo di destra -centro che prometteva di rivoltare l’Italia come un calzino, l’abbandono di questa follia resiliente.

Non è stato così.

I ‘patrioti’ al governo si sono recati nella capitale dell’impero visibilmente ansiosi di superare l’esame e di essere ammessi nella parte della lavagna riservata ai ‘buoni’.

Il controllo fu superato sottoposti alle forche caudine della cosidetta bollinatura  e della sostenibilità. Questo nonostante che un’autorità indiscussa del Mondo di Sopra come Sabino Cassese scrivesse giusto nello stesso periodo ‘l’amministrazione vive senza i conti e i conti vivono senza l’amministrazione. Essa non è riuscita, salvo qualche iniziale tentativo, a introdurre il calcolo economico nello Stato, mentre la «bollinatura», il timbro che dà il via a qualunque decisione pubblica, resta un oscuro ma definitivo «rescritto del principe», non motivato, e fondato su parametri e calcoli sconosciuti. “

La manovra disattendeva tutti gli auspici di cambiamento, anche infinitesimo. Era continuista perfino nei mille spizzichi, bonus, altalene varie di contributi per età e status, percentuali di benefici il cui raggiungimento pareva sempre di più simile a una corsa a ostacoli.

La Finanziaria rispondeva così agli auspici e le istruzioni di Draghi, Mattarella, Giorgetti, ma non alle aspettative di chi sperava almeno in un segnale. Non proprio una rivoluzione, un segnale.

Non è stato così. Non ci sono le misure logiche per il contenimento del costo energetico e cioè la cancellazione di ogni aggiunta di qualsiasi natura al prezzo dei carburanti e del gas. Invece si è assistito alla semplice proroga della filosofia degli aiuti, anzi con un prossimo rincaro del prezzo dei carburanti.

L’amaro calice non è ancora stato bevuto tutto.

L’UE intima di annullare la norma della possibiltà di rifiuto del pagamento POS al di sotto di 30€. Sembra un maramaldeggiare.

Bisogna domandarsi di quale autorità possa sentirsi investito un governo -anche se coloniale -quando non ha neppure la possibilità di porre un limite di 30 € al pagamento elettronico.

Cioè  è meno di un babbo che non può comprare neppure una sola caramella al figlio. Roba da fare una buca e nascondersi.

All’umiliazione si aggiunge il peso della spada di Brenno.

Viene spiegato che la misura è inibita per gli obblighi sottoscritti nel PNRR.

Qui si potrebbe chiudere con la frase “, Qualcuno ve l’aveva detto e adesso Il

il pacco è servito’ ma a tutti gli italiani. Non soltanto, ai patrioti che si accingono a servire chi ci ha colonizzato per l’insipienza di una classe politica debole e imbelle e con la colpevole complicità dei media e di un popolo distratto e assente.

3 pensiero su “IL PACCO È SERVITO: L’ITALIA COLONIA DELL’IMPERO”

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