È difficile prendere coscienza di far parte di un popolo tanto incline a applaudire e genuflettersi al nuovo Prescelto. L’impulso è quello di rassegnarsi. Dopo tutto anche il più irriducibile dei pellerossa che si ribellarono al genocidio americano, alla fine si arrese. Ho rinunciato alla politica attiva in un atto di consapevolezza della sconfitta delle buone pratiche e della pochezza del contesto. Non vorrei rinunciare anche a scriverne. Sono incredulo più che deluso, per questo consenso (in)consapevole al suicidio di massa. Capirei se derivasse dalla scelta che per avere un lavoro pulito è meglio affidare il collo a un bravo boia invece che a macellai incapaci. Non capisco la generale convinzione che il Prescelto-unto da tempo come scrivo da tempo-ci toglierà dai guai. Il Prescelto compirà un’azione diversa. Cercherà di adattare lo scafo del vascello Italia alle esigenze, ai voleri, agli scopi dell’Unione Europea. A qualsiasi costo. Nella filosofia di alcuni questo è un bene. Per molti altri, la grande maggioranza del paese, il bene è un altro. Restituire alla nostra comunità lo smalto nei suoi tratti salienti e riprendere il cammino post pandemico secondo le nostre capacità e peculiarità. Il Prescelto avrà a disposizione una matassa di soldi. Il 60%da restituire. Questi soldi però serviranno a conformare l’Italia ai desiderata UE e a vincolarla alle sue condizioni. Non ai nostri bisogni. Film già visto

Con quei soldi si farà green economy, resilienza, rivoluzione digitale, parità di genere. Con quei soldi non faremo 1metro di strada,1 metro di muro di ospedale,1metro di barriera antifrana. Questo pare non l’abbia capito nessuno se il sindaco di Firenze promette di rifare lo stadio coi soldi del recovery e non c’è chi lo manda a quel paese. Il Prescelto ha già dichiarato nei massimi consessi mondiali e in Italia che saranno aiutate solo le imprese destinate a far profitto. Già una dichiarazione così merita l’opposizione assoluta. Per intervenire per sostenere le imprese si pone il profitto come prima condizione. Significa certificare la morte per almeno il 90% dell’odierno tessuto economico nazionale. Con il conseguente rivoluzionamento degli assetti sociali. Da microimprenditore, artigiano, professionista a dipendente malpagato disoccupato, sussidiato. Lo scopo dell’attività economica in Italia-non nell’UE, né in USA, patria elettiva del Prescelto- è anche sociale. Non lo dico io, lo dice la Costituzione e la coscienza popolare. Cioè’ sorregge la rete di rapporti civili, sociali, solidali. In Italia si onora chi dà lavoro, chi si fa una casa, chi sa risparmiare, chi si adopera con la propria attività per la comunità e la famiglia. Non chi ha raggiunto il massimo profitto a qualsiasi costo. Il Prescelto sa che con le sue opzioni culturali in Italia poche centinaia di persone hanno già oltre la metà delle ricchezze nelle loro mani, le differenze sono cresciute, la classe media si sta proletarizzando. Ci sono già 5 milioni di poveri assoluti. Eppure ai suoi conti, e è la verità, i profitti sono aumentati e così la ricchezza. Le cose andranno ancora peggio. Molto peggio. Il Prescelto non è un criminale. È il campione di un modello di sviluppo che prevede il contrario di quello che ogni italiano di buon senso prevede e auspica per sé, la sua famiglia e il suo prossimo. Imperdonabili mi sembrano gli applausi dei neo convertiti all’UE, fino a ieri definita strumento delle banche e della finanza. Imperdonabile il consenso generalizzato. Imperdonabile ma non nuovo. Per il rimanente, come diceva mia nonna, fate vobis.

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