di DINO GEPPETTI

Anche il cittadino meno provveduto è in grado di ricostruire il percorso a tappe e la meta di quello che si definisce postdemocrazia.

La ricostruzione non è complessa anche se sembra che i nocchieri abbiano    perso la bussola e la barca sia scuffiata e sia in procinto di inabissarsi.

Il primo passaggio è stato l’indebolimento sistematico dei presidi di controllo democratico, l’avvilimento di istituzioni e classe dirigente,  che scadeva ogni giorno di più fino all’azzeramento di fatto.

Il secondo, anche  se in buona parte contemporaneo al primo, è stata la propaganda servile e per molti aspetti prezzolata di quanti si son messi fra TV , stampa, maestri del pensiero a mistificare la realtà per facilitare la destrutturazione in atto.

Il terzo l’avvento e il K. O. dei governi Conte fino all’incoronazione di  re Draghi, legittimato a fare il despota  con l’asservimento interessato dei peones della partitocrazia.

Siamo cosí  giunti all’avvento della postdemocrazia,  consegnando il potere strategico e decisionale alle lobby,  alle multinazionali,  all’economia affaristica e al finanziarismo speculativo.

Di seguito è andato avanti il progetto di depauperamento e svendita del sistema Italia,  massacrando l’economia reale, svuotando le riserve delle famiglie, aggredendo risparmi,  aumentando a dismisura il costo della vita,  svalutando il potere d’acquisto della moneta fino al boom stratosferico delle bollette energetiche.

I criminali che guidano le danze con al seguito  opportunisti,  furbi,  incapaci hanno pilotato la distruzione del paese,   incalzata dagli eventi esterni,  spesso aumentati, esagerati falsati ad usum delphini.

Il processo di disintegrazione nazionale  si è spinto troppo avanti  e l’operazione speciale è sfuggita di mano  ai dr jeckill del potere finanziario e cosí, perduto  ogni controllo, ci stanno facendo sbattere contro un muro a 200 all’ora.

Il disastro annunciato e denunciato da noi pochi disillusi è compiuto.

Adesso o si resetta subito tutto e con la remunerazione dei risparmi privati si attua un piano di rinascita economico-sociale,  politica, sanitaria, di azzeramento dei costi aggiuntivi dell’energia,  d’investimento sul buon lavoro,  oppure siamo davvero alla fine.

Va da sé che i presunti responsabili del fallimento dell’Italia devono essere giudicati e i colpevoli devono pagare duramente i loro criminali misfatti.

È inutile e ridicolo che i facenti parte della cordata Draghi si autoassolvano e a tempo scaduto annuncino di fare ciò che non hanno fatto.

Tra l’altro non si intravede fra i coautori e i complici della tragica farsa chi possa avere spessore professionale,  statura morale e politica per rimediare al cataclisma scatenato.

Il discrimine tra chi ha rovinato e chi ha subito passa dalla netta rottura del sistema postdemocratico per il ripristino della legalità non solo istituzionale e delle prassi costituzionali,  incluso non il rovesciamento del mondo ma il riaggiustamenro delle prospettive a cui conformare il nuovo corso.

Con le persone fisiche,  le imprese,  i professionisti,  i lavoratori,  i pensionati,  i non occupati,  non più oggetti del mercato,  della cartolarizzazione globalista dell’iperliberismo e del capitalfinanziarismo,  ma soggetti protagonisti della loro vita,  delle scelte e del loro futuro,  che passa anche dalla riscoperta delle nostre radici,  della nostra  terra,  cultura storia base essenziale per ritrovare coscienza di sè e lo stimolo per uscire dal gorgo. 

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