In politica la lettura degli avvenimenti andrebbe fatta in sequenza, per capire il disegno complessivo. Un tempo era un must. Anche se con i democristiani era più complicato, perché’ c’era prima da decriptare i messaggi. Non a caso l’avv Gianni Agnelli, definì Ciriaco De Mita un’intellettuale della Magna Grecia, convinto, sbagliando, di deprezzarlo.

In tempo di situazionisti improvvisati e per lo più incolti nel mestiere (difficile) della politica non si connettono gli eventi. È per questo forse che già si muovono accuse a Draghi di non far niente e di essere il seguito del Conti due. Non si è capito invece il duro lavoro di Draghi e dell’altro presidente, socio alla pari in questo viaggio. Vediamolo:

Prologo: Se non c’era intesa con Renzi nel provocare la crisi, allora vuol dire che Renzi è stato usato da Draghi e dall’altro presidente. Mi permetto di dubitarne

Quadro 1’. Creazione delle condizioni nell’opinione pubblica per avviare il governo Draghi – Mattarella, come salvifico o quantomeno come ‘il male minore’

Quadro 2’. Costituzione di una maggioranza parlamentare amplissima, usando come merce di scambio la durata della legislatura, il parafulmine per le cavolate fatte governando e dette opponendosi.

Quadro 3’ Sollecitazione di un’opposizione del re, bloccata comunque nei numeri da un neo fattore K, e garantita nella partecipazione al contesto. Non a caso la non partecipazione al governo è coeva all’ammissione del capo di quel partito all’Aspen Istituti e preceduta dalla mancata opposizione alla nomina di capo europeo dei Conservatori e Riformisti.

Quadro 4’ Concessione ai partiti, di fare il pieno cariche, favorendo peraltro quanti all’interno degli stessi, dipendessero da uomini postdemocratici.

Quadro 5’. Incentivazione delle diaspore M5St e Pd, per assicurarsi il controllo dei due partiti

Quadro 6’. Affidamento di servizi segreti e ordine pubblico al novello De Gennaro, figura indispensabile per il funzionamento di ogni stato totalitario postdemocratico.

Quadro 7’. Affiliazione al progetto delle Forze Armate che dà dopo Badoglio hanno riacquisito solo oggi con Draghi un ruolo da protagonisti nelle vicende del paese

Quadro 8’. Patto di ferro con la burocrazia e il funzionariato, sia per la presenza attiva del Quirinale e del suo segretario generale sia per aver lasciato un ruolo primario a prefetti, capi segretarie, capì di gabinetto, sparsi e valorizzati in ogni dove, a farsi dai ministeri.

Quadro 9’. Assicurazione alla causa delle forze politiche maggiori attraverso il loro controllo interno.

In Forza Italia, Gianni Letta, membro dei circoli che contano, uomo del Mondo di Sopra, eminenza grigia e potentissima, ha piazzato tutti e tre i ministri, lasciando Tajani (e Berlusconi) a becco asciutto e assumendo il ruolo incontrastato di dominatore.

Nella Lega Giancarlo Giorgetti ha preso il sopravvento sostanziale su tutti, uomo del progetto sin dall’inizio.

Nel mov5stelle Conte, il meglio che nei circoli europei potessero trovare in quel vespaio e protetto e guidato dall’apparato burocratico e dai suoi condottieri.

Infine la partita di classe sopraffina: Nel Pd risorge o meglio viene richiamato in servizio da Draghi e Mattarella, l’uomo della Trilateral Commission di Bilderberg, di Aspen da sempre interna corporis di quel mondo, per fare il Draghi del PD e dell’ex partito dei lavoratori la roccaforte dei padroni. E che padroni.

Così’ l’Italia è sistemata e Draghi potrà’ riposarsi un po’ dopo questo primo progetto di governo realizzato con tempestiva maestria al 100%.

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