Secondo il patto sospeso per rappresaglia contro Roma, la Francia si era impegnata ad accogliere 3500 migranti dall’Italia e si è limitata a 38, a fronte dei 90mila sbarcati quest’anno sulle nostre coste. Basterebbe questo dato per mettere a nudo la strumentalità delle accuse di Parigi, portate surrettiziamente al limite della crisi diplomatica fra i due Paesi. Ma è tutta la tradizionale politica transalpina sull’immigrazione a smascherare la doppia faccia di Macron, buonista quando pontifica sul dovere morale italiano di accogliere indistintamente tutti, e inflessibile quando si tratta di difendere le sue frontiere attraverso respingimenti, controlli ferrei, pattugliamenti e pesanti sanzioni alle Ong. La Francia che ci fa la morale è infatti la stessa che ogni giorno rispedisce i migranti verso Ventimiglia cavalcando un paradosso: se l’Italia chiede che i migranti sbarchino non solo nei suoi porti è “disumana”, ma se la gendarmeria francese usa i manganelli abbandonando i migranti senza cibo, acqua e cure mediche in attesa del soccorso italiano, il pugno duro – e inumano – viene giustificato in nome della ragion di Stato.

La politica della fermezza e dei respingimenti iniziò col governo Sarkozy: già allora migliaia di immigrati clandestini rimasero accampati per mesi nella cittadina ligure in attesa di un impossibile ricongiungimento con i familiari d’Oltralpe. La gendarmeria blindò le frontiere, a Ventimiglia come a Modane, altro cruciale valico di passaggio di tunisini, libici e nordafricani via terra, con frequenti sconfinamenti dei gendarmi francesi sul nostro territorio.

Durante la crisi migratoria del 2015, poi, la risposta francese fu ancora più dura: confine blindato, il trattato di Schengen sulla libera circolazione cancellato in un’ora, controlli severissimi su ogni auto in transito. Vennero respinti anche i minori non accompagnati, in violazione di tutti gli accordi e le convenzioni internazionali. Anche allora Parigi violò senza pudore gli accordi sottoscritti con noi: la Francia si era impegnata ad accogliere 9.816 migranti dall’Italia, ma ne accolse solo 640. Non solo: a gettare una luce sulla disumanità francese ci sono allucinanti reportage da Mentone, dove i migranti sono stati spesso rinchiusi in container di alluminio prima di essere respinti in Italia, come documentato con dovizia di particolari da Amnesty International.

Ora, la reazione abnorme di Macron sulla vicenda della Ocean Viking nasconde sia un’evidente debolezza politica sul fronte interno sia, più in generale, una cattiva coscienza nei confronti dell’Italia. Ci ha pensato Le Figaro a mettere il dito nelle contraddizioni del governo francese, definendo “pasticciata” la sua politica migratoria.
Ma una lezione da Parigi andrà appresa se davvero Macron riuscirà davvero a redistribuire la maggior parte dei migranti sbarcati a Tolone, cosa che ai governi italiani di ogni colore non è mai riuscita.

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