Far partire la lotteria degli scontrini in un momento come questo, con l’economia ferma e i commercianti allo stremo, è l’ennesimo segnale di quanto questo governo sia lontano dalla realtà del Paese.
Demonizzare il contante è uno dei mantra ideologici della maggioranza rossogialla, come se questa fosse la quadratura del cerchio per eliminare l’evasione fiscale.Ma non è certo colpendo i lavoratori autonomi già tracciati dall’Agenzia delle entrate che si raggiunge l’obiettivo: la grande evasione corre infatti su binari molto più sofisticati. In questo clima, comunque, non può sorprendere che sia passato sotto silenzio l’intervento di un autorevole membro della Banca centrale europea come Fabio Panetta, che ha smontato con argomentazioni ineccepibili una tesi che fa acqua da tutte le parti. Panetta ha infatti ricordato come il contante sia essenziale per assicurare l’inclusione dei cittadini socialmente vulnerabili, quelli – e sono ancora milioni – che non dispongono di un conto bancario o delle competenze digitali necessarie, e ha sottolineato la necessità di garantirne l’accesso facile favorendo “una vasta accettazione nei punti di vendita” di tutta Europa. L’innovazione nei pagamenti digitali, insomma, deve andare di pari passo con la libertà dei consumatori di scegliere il mezzo di pagamento preferito.

La lotteria degli scontrini, che è una sorta di caramella di Stato per invogliare a non usare il contante, pone prima di tutto una questione di principio: lo Stato infatti, dopo aver limitato in questi mesi molte libertà costituzionali per arginare il Covid, ora pretende anche di sapere quali sono le tue abitudini, cosa compri, a che ora esci di casa, e ti premia facendoti partecipare a una lotteria statale, “cioè pagata anche da te”, come ha denunciato Giorgia Meloni. Questo dovrebbe essere sufficiente per indurre gli italiani a disertare l’iscrizione a una lotteria di tenore orwelliano, perché la cancellazione del denaro contante altro non è che una nuova limitazione della libertà di ognuno nascosta dietro parole d’ordine altisonanti come “tracciabilità” e “semplificazione”.

Ma, anche mettendo tra parentesi questi ragionamenti che non scuotono le coscienze di chi ora ha solo l’esigenza di sopravvivere alla crisi, ci sono anche evidenti problemi pratici che penalizzeranno migliaia di attività commerciali della ristorazione e dei servizi che non dispongono di registratori di cassa adeguati. I continui lockdown, uniti ai mancati incassi e alle spese sostenute per la sanificazione dei locali, hanno impedito alla maggioranza degli esercenti di rinnovare il registratore di cassa o di adeguare il vecchio, per cui solo un registratore su tre sarebbe attrezzato per partecipare alla lotteria. Per questo le associazioni di categoria hanno chiesto – ovviamente inascoltate – un rinvio di almeno sei mesi, visto che il costo complessivo dell’operazione ammonterebbe a ben 400 milioni di euro, una cifra insostenibile per chi deve affrontare un Natale di guerra dal punto di vista degli acquisti. La lotteria degli scontrini rappresenta dunque la cifra politica della maggioranza rossogialla: un concentrato di demagogia illiberale.

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