L’assenza della sedia all’incontro trilaterale tra i due massimi rappresentanti dell’UE e Tayyip Erdoğan in Turchia, con Ursula von der Leyen costretta a sedere su un divano a lato del parterre ufficiale, è la fotografia di uno spaccato di mondo con i suoi rapporti di forza. Lo spettacolino accaduto ad Ankara, che avrebbe avuto conseguenze nefaste se a rimanere senza scranno fossero stati Putin o la Regina Elisabetta, si è tramutato in farsa a dimostrazione dell’insipienza e l’inettitudine di una classe dirigente non solo nel proteggere e vaccinare i propri cittadini (e già basterebbe per cacciarli tra lo strepito del battito delle pentole e dei coperchi) ma nemmeno nel pretendere una sedia a un summit internazionale. È la certificazione del fallimento di una pletora di funzionari autoeletti che discute sulla quantità di grassi tollerati nello yogurt da mettere in vendita ma impicca con normative capestro gli incauti popoli che hanno ceduto sovranità con la speranza di ricevere in cambio aiuto nella lotta contro le superpotenze globali. Non poteva mancare, in soccorso della Presidente della Commissione, fresca di figuraccia in mondovisione, l’intervento di Mario Draghi, l’Europa fatta persona, sceso dal cda di qualche banca d’affari statunitense al capezzale dell’Italia morente per governare per l’Europa, con l’Europa e nell’Europa. Tertium non datur. Ha definito Erdoğan un dittatore con cui però occorre cooperare e avere rapporti per il bene del nostro Paese. Come se il nostro Paese, lui e i suoi accoliti, non lo stessero già svendendo, pezzo dopo pezzo, a ben altre e peggiori dittature ormai da trent’anni: la finanza internazionale, i grandi fondi d’investimento, le alte tecnocrazie. Ma quel che stucca di più è la retorica, il totale scollamento di una classe dirigente dai problemi di un Paese che cola a picco, di ministri che non hanno mai lavorato un giorno in vita loro ma che si divertono con i colori delle Regioni come se in gioco, anziché i soldi del monopoli con cui, in forma di ristori, credono di comprare il poco consenso che è rimasto, non ci fossero vite, famiglie, imprese. Il Covid ha messo con la faccia al muro le debolezze di un sistema e della sua classe dirigente che si è sciolta come un ghiacciolo nell’acqua calda, che spera di fermare la Cina e gli Stati Uniti come il vento con le mani, che non è in grado di organizzare un sistema di vaccinazione serio mentre l’Inghilterra, in barba all’UE e ai suoi ghirigori, sta mettendo, a gambe levate, in salvo tutta la propria popolazione. La ragione, si dice in Toscana, si dà a i pazzi e ai ragazzi ma siamo orgogliosi di aver avuto ragione nel non aver mai sostenuto questa gente, questa Europa, questo sistema che fa del risparmio, dell’attività imprenditoriale, della proprietà privata dei peccati da condannare se non dei reati da perseguire. Mi auguro che l’aver tolto la sedia ad Ankara sia l’avviso di sfratto per un sistema ormai in decomposizione e l’inizio di un mondo nuovo. Il tempo però si sta esaurendo.

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