La Repubblica è fondata sul lavoro, ma solo fino a prova contraria. In Italia infatti, oltre ai nervi e la pazienza, sono saltati anche tutti i fondamenti giuridici su cui si basava lo stato di diritto. E ad accendere la miccia del detonatore sono stati proprio i cultori della Carta fondamentale, quei bramini che prima solo a sentire parlare di riforme avevano attacchi di orticaria. Dimenticandosi però che i padri costituenti avevano sancito il diritto alla salute (di cui ora sono strenui difensori) solo all’art 32 proprio perché non sapevano che farsene di una salute senza lavoro e senza le altre libertà che sono state abrogate, dalla sera alla mattina, per decreto amministrativo: di impresa economica, di associazione, di circolazione, solo per citarne alcune. Bisognerebbe ricordare ai talebani della salute che il Sistema Sanitario Nazionale è finanziato in larga parte dai proventi dell’Irap e dell’addizionale Irpef, compreso lo stipendio di chi va in televisione chiedendo chiusure e coprifuoco. Chi degrada la voglia di riaprire da parte di commercianti e imprese a mera avidità capitalistica dovrebbe ricordarsi che senza le imposte e i tributi di chi lavora non c’è nessuna sanità: che tradotto vuol dire posti letto, rianimazioni, barelle, siringhe, infermieri. Non occorre un master in economia alla Bocconi per capirlo ma solo aver lavorato un giorno nella propria vita, evento raro tra chi ci governa, abituato ad andare avanti grazie a prebende e rendite di posizione. A rendere il quadro ancora più desolante la filippica di Beppe Grillo che dopo avere soffiato per anni sul fuoco del più deleterio giustizialismo si riscopre garantista a favore del figlio interpetando, pro domo sua, la vicenda che lo riguarda come fanno le cartomanti con i tarocchi. Non vedo francamente via d’uscita a questa atavica e incancrenita consapevolezza dei governi che chi lavora in proprio, chi ha una casa, chi svolge una libera professione sia per forza un ladro e un evasore. Così come chi è toccato da un avviso di garanzia diventi in automatico un mascalzone. Ovviamente la storia cambia sempre quando a finire nel frullatore sono parenti e amici. Trovare l’opportunità nelle difficoltà è la sfida che ci lancia il Covid. Forse alla fine del tunnel sarà l’ora di portare i libri dello Stato in tribunale  e ripartire da capo. Tanto peggio di così!

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