La Francia che ci fa la morale prima sui diritti umani e poi sull’incapacità di bloccare i migranti è la stessa Francia che ha sospeso unilateralmente il trattato sulla libera circolazione in Europa, ed è la stessa che ogni giorno dell’anno rispedisce oltre confine almeno sessanta migranti per farli dormire sotto un ponte a Ventimiglia. E se l’Italia chiede che i migranti portati dalle Ong sbarchino
nei loro porti parte l’accusa di disumanità, mentre se i gendarmi francesi, armati di pistole e manganelli, abbandonano alla frontiera i migranti senza cibo, acqua e cure mediche, nessuno ai vertici Ue si indigna. E’ una doppia morale che il ministro dell’Interno di Macron ha estremizzato con le sconsiderate accuse al governo Meloni che hanno provocato un’inevitabile crisi diplomatica. Darmanin non è propriamente uno stilnovista nel trattare migranti e rapporti di vicinato: quando era ministro delle dogane, nel 2018, fu lui a provocare un altro grave incidente, col blitz di una pattuglia transalpina nella stazione di Bardonecchia dove operavano i medici di un’Ong, disattendendo in modo palese le procedure fissate per gli interventi sul territorio italiano.

Ma quando si tratta di immigrazione, la Francia non esita a stracciare le stesse regole comunitarie, cosa che sta accadendo anche adesso: la Gendarmeria francese ha infatti iniziato a respingere anche i minori non accompagnati: non riuscendo più a collocarli nel sistema di accoglienza, li rispedisce in Italia, in aperta violazione del Regolamento di Dublino e del diritto internazionale.
La Francia, in base alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, non potrebbe attuare respingimenti collettivi al confine con l’Italia. Invece li sta facendo in modo sistematico, anche se si tratta di minori, per i quali sarebbe prevista una protezione speciale.
L’Italia è pienamente in regola sul trattamento dei minori non accompagnati: la legge ad hoc approvata nel 2017 prevede infatti il divieto di respingimento alla frontiera, l’introduzione di un sistema organico di prima e seconda accoglienza, con strutture diffuse su tutto il territorio nazionale e la previsione di maggiori garanzie procedurali, oltre al rafforzamento degli istituti della tutela e dell’affido familiare. Ma nonostante questo il sistema di accoglienza è messo a dura prova dalla crescita esponenziale delle presenze: dai seimila di febbraio 2021 si è arrivati a quasi ventimila, per l’85% maschi provenienti in gran parte dall’Ucraina e dall’Egitto.
Anche per la legge francese i minori non accompagnati devono essere presi in carico dal sistema nazionale di tutela dei bambini, ma le organizzazioni umanitarie descrivono una realtà ben diversa, a partire dalle procedure inaccurate di accertamento dell’età che spesso impediscono loro di accedere alla protezione a cui avrebbero diritto. E qui si torna alla doppia morale: l’Ue incapace di creare un sistema comune di asilo invoca un maggior controllo dei confini esterni, ma poi condanna i Paesi di primo approdo se chiudono i propri porti e non arginano i movimenti secondari. Mentre quando la Francia viola palesemente i diritti umani, tutto tace.